30 dicembre 2010

A Firenze non Nevica mai...


Mah, strano.
Si, il Tiggì l'aveva detto, ma io ho pensato:
"...Tanto a Firenze un Nevica mai!
Catene a bordo? Sie!
Co' i' che costano?
Tanto spruzzerà un pohino e poi ci si lamenterà che i bimbi un n'hanno potuto fa' neanche un pupazzo.
Male che vada s'andrà co' i' bus. O se si deve andare un po' più in là, i' treno. Tanto quello va sulle rotaie, sai cosa gli fà un po' di pioggierellina diaccia..."

Invece bada qui che macello:
Sarà du' ore che son fermo qui; ogni volta che c'è da movissi sembrano i mondiali di pattinaggio artistico; autobus un ne vedo passare da un bel po', eppure loro le catene le dovrebbero avere, sennò i' biglietto i' che si paga a fare? Mah...

Ho sentito ora alla radio i' Presidente della Regione inviperito contro tutti perché un fa' una sega: pulman senza catene, treni fermi, pendolari a piedi, la tramvia tanto sudata bloccata anche lei & la gente gl'é in giro senza catene da neve. Stai a vedere che ora fa causa, o clàs esciòn come la chiama lui, anche a me...
"...un n'é corpa mia, noi s'era detto, se un vù ascortate l'è corpa vostra..."
Oh, ditelo meglio, Dio bono!
Se a i TG, mentre sto desinando vù dite che nevica anche a bassa quota & in pianura, so una sega che vù state dicendo anche di casa mia. Noi si sta in buca. La neve quì un si vede dall'ottantacinque. Poi parlano tanto di Riscardamento Globale. A me mi pare che invece fa ma un gran freddo. Gli altr'anni unn'era così. Oddio l'anno scorso un po' sì. Fece quella spruzzata quella notte e giù di pattinaggio artistico. Ma mica una cosa così. Oddio, anche un par d'anni fa, veramente: giusto per rovinacci i' capodanno in collina...

Via, ci si move! No, du' metri e basta.
Buffo, qui un ci si move e in quell'altro senso arrivan solo gente a piedi. Mi sa che arrivano a casa prima di me. Sicuro.
Con quello davanti, prima, si rideva che da ragazzi s'andava pure a cercalla, la neve;
a farsi rapinare a l'Abetone, ma da ragazzi ci pareva di stare a Aspen co' i ricchi.
I' marocchino, o di dove l'è, nel monovolume accanto m'ha offerto una merendina a i' cacao. Te lo immagini?
Carino, via. Non son tutti delinquenti come dicon in televisione, allora.
A proposito di delinquenti: ho fatto una volata al benzinaio che c'è più in su. Sapete quanto le fa OGGI le catene? 140Euri, accidentallui! Io gli mando la Finanza! Sciahallo maledetto...

Finalmente a casa.
Però, 9 ore per attraversare una città che s'attraversa in 20 minuti a piedi. Niente male.
Eppure strano: a Firenze un neviha mai...

Giovinastri


Cos'é successo lo avete letto e visto altrove. Quel che mi chiedo é:
Cos'abbiamo insegnato a queste nuove generazioni?
Protestano, si; scendono in piazza, non più in piazzetta a tirar due rigori; hanno la Kefia, per la gioia del mercato tessile cinese, dato che l'ultimo palestinese che le produce (una l'anno, se ci riesce) le usa per tamponare ferite di nipotini che non riescono a fare più manco due tiri al pallone, che l'unico muro ancora in piedi è brutto, scuro, elettrificato & ben sorvegliato.
Ma gli mancano le basi.
Si recano al Senato per protestare contro qualche legge del taglione di qualche pseudoministro, armati di biouova prodotte rigorosamente da allevamento a terra ma deposte in gabbie d'alluminio, protetti da scudi in gommapiuma raffiguranti libercoli (Che Fare di Lenin, Tropico del Cancro di Miller, Satyricon di Luttazzi, etc...) ormai al bando poiché troppo libertini, fuorvianti o carenti di vampiri innamorati. Bravi bella iniziativa. Lodevole.
Dopo aver inspiegabilmente eluso l'imponente sorveglianza (tre celerini di 95Kg +20 di corazza +3 punti energia +2 punti difesa contro arceri & maghi, per ogni studente di 54Kg -5 punti esperienza +2 punti iniziativa) sferrano un feroce attacco contro una finestra...
Le basi:
- vetreria, lanciare contro vetrate
- Senato, lanciare contro Senatori (o presunti tali)
Che poi, uovo su vetro viene via con un panno umido; su Senatore vestito Armaniosimilipagatodanoi, anche a secco lascia comunque qualche alone. Così vanificate anni di proteste studentesche, di mobilitazioni di piazza, di lezioni di guerrilla di Ernesto Guevara, di "bigiate" a casa di Cosocheisuoinoncisonomai, che noi di mezza generazione avanti abbiamo appreso per osmosi dagli autonomisti avanti a noi nei cortei. Più manifestazioni creano migliori proteste, migliori studenti, migliori futuri capipopolo, più resistenti alle ingiustizie, all'omertà, alle manganellate, al gas lacrimogeno, ai proiettiliad altezza d'uomo, al TG4.
Manifestare cosìperchécivannotuttiediocheso'piùscemo? porta solo a farsi additare come "i soliti facinorosi strumentalizzati da quelli di quell'altro partito là che non vice mai".

Dall'audio di un videofoninoamotore:
Studente: meno Culi, più Cultura (lancio di uovo)
Celerino: (schiva, manganella scudo)
Studente: (a terra, vicino a rettangolo di gommapiuma con scritto Moby Dick, Miller): se il suo petto fosse stato un cannone, gli avrebbe sparato contro il suo cuore...
Celerino: (sopra di lui, manganello alzato): e se mi nonno avesse avuto le rote sarebbe stato un caretto...
Colpo sordo.

On the Road Again…

Nel 1996 lessi, in ritardo come sempre sui miei coetanei, un affascinante libro che aveva l'ardire di voler essere un metodo esplicativo di convivenza tra persone con esigenze e vite diverse che ogni giorno sono costrette a stare una di fianco o dietro o davanti all'altra.
Dava dei dettami utili su come non avere indecisioni nei momenti cruciali, essere sempre nel giusto, evitare la burocrazia & le futili discussioni. Libro che se ognuno di noi applicasse ogni giorno eviteremmo di vedere tutte quelle brutture che rendono così brutto mettere il naso fuor di casa. Un libro che se applicato alla vita di tutti i giorni darebbe più stimoli dei saggi di Eiji Yoshikawa.
Il titolo sembrava un inrocio tra un libro di Dan Brown ed uno di Jack Kerouac. Più tardi passo alla Feltrinelli a vedere se lo ritrovo.
Codice della Strada, mi pare si chiamasse...